Incendio boschivo

Il patrimonio forestale italiano, tra i più importanti d’Europa per ampiezza e varietà di specie, costituisce un’immensa ricchezza per l’ambiente e l’economia, per l’equilibrio del territorio, per la conservazione della biodiversità e del paesaggio. Tuttavia ogni anno assistiamo all’incendio di migliaia di ettari di bosco, molto spesso dovuto a cause dolose, legate alla speculazione edilizia, o all’incuria e alla disattenzione dell’uomo. Le conseguenze per l’equilibrio naturale sono gravissime e i tempi per il riassetto dell’ecosistema molto lunghi.
Oggi, per effetto di una decisa campagna di sensibilizzazione e grazie a una migliore organizzazione del complesso apparato antincendio delle Regioni e dello Stato, il rischio, pur sempre molto alto, sembra diminuire di proporzione: si è passati dai 190.640 ettari bruciati nel 1985 ai 76.427 nel 2001.

Dal 1984 al 2010 si sono verificati in Toscana più di 20.000 incendi, per una media di 740 eventi annuali.

Il fenomeno è generalmente variabile e dipende dall’andamento climatico e altre cause, come la tipologia della copertura vegetale, la biomassa accumulata, le caratteristiche morfologiche del territorio.

Il territorio della Provincia di Massa Carrara possiede una superficie forestale di 86.713 ha di cui la maggior parte è collocata nella Lunigiana, caratterizzata da un paesaggio montano notevolmente articolato e vario.

Anche la zona costiera, a partire dalla parte pedemontana fino alle vette è comunque ricoperta da superfici verdi a carattere boschivo.

L’elevato indice di boscosità e le caratteristiche dei popolamenti forestali presenti, la rendono un’area altamente vulnerabile agli incendi boschivi e, conseguentemente, gli Enti locali e la popolazione si dimostrano molto sensibili nei confronti dei problemi legati alle opere di prevenzione ed estinzione.

Dal 2006 al 2009 sul territorio provinciale sono divampati 264 incendi boschivi, per una media annuale di 66 eventi e sono andati persi 469 ha dei quali l’83% costituiti da superficie boscata, per una media annuale di 117 ha di territorio andato perso per incendio boschivo

Diversamente da molte altre zone della Toscana, la Lunigiana presenta il più alto numero di incendi boschivi nel periodo invernale, e più precisamente nei primi quattro mesi dell’anno.

Per effetto delle leggi di riforma sulle funzioni provinciali, le competenze in materia di AIB a livello locale sono tornate alla Regione, fatto salvo il caso di incendio interfaccia urbano-rurale con il quale si intende l’incendio che minaccia di interessare aree di interfaccia urbano-rurale, cioè quelle aree o fasce nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta, ovvero quei luoghi geografici dove il sistema urbano e quello rurale si incontrano ed interagiscono, così da considerarsi a rischio di incendio.

In questi casi, potenzialmente, vi è quindi il fattivo coinvolgimento delle strutture locali di Protezione Civile.

La struttura competente a livello provinciale, è il Settore “Forestazione – Usi Civici – Agroambiente” della Direzione “Agricoltura e Sviluppo Rurale” della Regione Toscana.

Diverse funzioni vengono inoltre espletate dalla Unione di Comuni Montana-Lunigiana.


 

Pubblicato: 09 marzo 2005Ultima modifica: 25 febbraio 2019
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