Sapere di più per rischiare di meno con “Io non rischio 2018”

 

Di che rischio sei? Quanti di noi saprebbero rispondere a questa domanda rispetto alla zona dove abitano, lavorano o si trovano. Ma soprattutto quanti di noi sanno come ci si deve comportare, che cosa è possibile fare e soprattutto che cosa non bisogna fare di fronte a un’emergenza sia per terremoto che per alluvione? Di sicuro non si può dire se lo conosci lo eviti, ma è possibile abbassarne la portata, dando una mano in questo modo al sistema della protezione civile.

Per informare e far conoscere torna nelle piazze la campagna di comunicazione “Io non rischio”, promossa dal Dipartimento nazionale della Protezione civile e giunta alla ottava edizione: sabato 13 e domenica 14 ottobre (dalle 10 alle 19) a Massa, in piazza Aranci e a Palazzo Ducale i volontari della Misericordia Sa Francesco di Massa e della Vab Massa, in collaborazione con la Protezione civile della Provincia di Massa-Carrara e con il Comune di Massa, saranno disponibili per illustrare quanto c’è da sapere sui due principali rischi della nostra zona: alluvione e terremoto.

Cartine e materiale illustrativo alla mano spiegheranno come si interpreta un allerta, quali sono i diversi profili di rischio dei territori, quali gli accorgimenti e i comportamenti corretti per salvaguardare la propria incolumità.

Ci saranno i gazebo di “io non rischio”, il totem del rischio terremoto, le gocce del rischio alluvione, le cartine del rischio nell’atrio di palazzo ducale, la tenda pneumatica e un’area, nel grottesco del palazzo, con video tematici.

La scossa di terremoto di Pontremoli di mercoledì 10 ottobre riporta questo rischio al centro dell’attenzione.

La zona del’alta Toscana tra la costa, la Lunigiana e la Garfagnana è stata interessata negli ultimi seicento anni da circa 70 scosse di una certa importanza, tutte di magnitudo superiore  o uguale al quarto grado, di cui una superiore al sesto e una quindicina tra il quinto e il sesto grado Richter (ovviamente andando indietro nel tempo si parla di una stima per approssimazione) con la più grave, per danni e vittime, quella del 7 settembre  1920 (6,5).

Quando parliamo di terremoti dobbiamo distinguere la sismicità di un territorio dalla pericolosità sismica

La sismicità indica la frequenza e la forza con cui si manifestano i terremoti, ed è una caratteristica fisica del territorio. Se conosciamo la frequenza e l’energia associate ai terremoti che caratterizzano un territorio, e attribuiamo un valore di probabilità al verificarsi di un evento sismico di una data magnitudo in un certo intervallo di tempo, possiamo definirne la pericolosità sismica. La pericolosità sismica sarà tanto più elevata quanto più probabile sarà il verificarsi di un terremoto di elevata magnitudo, a parità di intervallo di tempo considerato.

Il rischio sismico, determinato dalla combinazione della pericolosità, della vulnerabilità e dell’esposizione, è la misura dei danni attesi in un dato intervallo di tempo, in base al tipo di sismicità, di resistenza delle costruzioni e di antropizzazione (natura, qualità e quantità dei beni esposti).

 

Il territorio nazionale è diviso in zone sismiche dal livello 1 al 4: nel territorio della Regione Toscana sono presenti tre zone, dalla 2 alla 4 , e nella Provincia di Massa Carrara 2 (zona 2 e zona 3).

Può accadere, proprio per il diverso valore delle tre variabili che territori appartenenti a diverse zone sismiche abbiano, invece, lo stesso livello di rischio: è quello ad esempio che accade a Massa-Carrara, dove (come si può vedere dalle cartine) comuni come Massa e Carrara (zona sismica 3) abbiano lo stesso grado di pericolosità sismica (rosso) di Fivizzano, Licciana Nardi, Villafranca e Pontremoli.

Sisma Bonus

Quanti sono a conoscenza di questa opportunità che consente di mettere in sicurezza le proprie abitazioni? È una agevolazione che consente  la detrazione fiscale delle spese sostenute per lavori di ristrutturazione antisismica degli edifici privati, La detrazione, suddivisa in 5 anni, va dal 50 all’85% della spesa sostenuta in base alla tipologia di intervento e al miglioramento della classe di rischio. Anche su questo ci si può informare a “Io non rischio 2018”.

Pubblicato: 12 ottobre 2018Ultima modifica: 28 febbraio 2019