MutaMenti jazz Festival: spazi fluidi di un jazz senza frontiere

Dopo una prima sessione che da 18 al 29 settembre ha toccato i comuni di Massa, Licciana Nardi, Mulazzo, Pontremoli, Fivizzano e Filattiera, arriva adesso la seconda sessione della terza edizione del jazz festival Mutamenti che dal 6 al 14 dicembre 2019 toccherà Montignoso, Bagnone, Tresana, Carrara e Aulla.

MutaMenti è giunto alla terza edizione ed è un festival provinciale che, partendo dalla bellezza dei luoghi dell’arte e della cultura disseminati sulla provincia di Massa-Carrara e valorizzando l’aspetto meraviglioso della musica jazz, quale musica delle contaminazioni, offre ad un territorio ed al pubblico qualcosa di unico.

MutaMenti è un festival che non ama parlare ad alta voce, ma sceglie di curare i dettagli e i più piccoli particolari e non è  solo un Festival, ma un progetto che nasce da una serie fortunata di esperienze e di incontri, primo fra tutti quello dell’Istituto Valorizzazione del Castelli con l’armonicista jazz Max De Aloe, direttore artistico del festival, ed è il risultato di un percorso intrapreso da diversi anni dall’Istituto e indirizzato a dare a musei, castelli e più in generale ai luoghi della cultura, una nuova definizione non solo in termini di spazio fisico, ma anche di missione e di rapporto con il visitatore.

La rassegna offre per una panoramica di spettacoli in linea con la multidisciplinarietà che la caratterizza, ma anche con la pluralità dei luoghi di una terra che, posta tra mare e monti, al margine nord della Toscana, trova nel festival un’occasione per dar segno della propria forza e delle proprie molteplici sfaccettature. MutaMenti si chiama così perchè punta al rinnovamento e al cambiamento delle prospettive. Non è un festival destinato ad addetti ai lavori o a specialisti, ma un festival votato all’incontro e alla ricerca del bello nell’arte, nella musica e nella cultura.

Un vero e proprio Festival itinerante, pronto ad avvolgere e coinvolgere il pubblico rendendolo partecipe del Bello e della sua conservazione attraverso una panoramica di spettacoli ambientati in strutture differenti, ma unite da un unico filo conduttore: quello di fare parte di un territorio poliedrico e ricco di sfumature.

Il calendario della seconda sessione vede in programma:

06/12 – ore 21.30 Chiesa di Santa Maria della Rosa (Montignoso)

Anais Drago presenta “SoloProject”

Anais Drago violino, effetti e loop station

 

Anais Drago SoloProject nasce in occasione del contest Amadeus Factory edizione 2018, concorso ideato dalla testata giornalistica Amadeus. Anais Drago si presenta come solista e si laurea vincitrice della categoria jazz, creando un repertorio basato su violino, effetti e loop station. Le musiche proposte sono principalmente composizioni originali, affiancate da alcuni jazz standard, il tutto riadattato e scomposto in una forma minimale dove si alternano momenti di orchestrazione istantanea ed estemporanea ad improvvisazioni in diversi stili musicali. Lo scopo del progetto è mettere in luce le possibilità espressive e sonore dello strumento, sia nella sua forma classica, sia tramite l’utilizzo di effetti e suoni elettronici.

 

 

8/12 – ore 21.30 Teatro Quartieri (Bagnone)

VJ Collective presenta “progetto.originals”

Gianmarco Scaglia contrabbasso

Daniele Malvisi sax tenore

Mirko Pedrotti vibrafono

Paolo Corsi batteria

 

VJ Collective nasce come Collective stabile dell’Associazione Valdarno Jazz, dall’idea del contrabbassista Gianmarco Scaglia in seguito condivisa da Daniele Malvisi e Mirko Pedrotti. Si tratta di un omaggio all’interplay, una sorta di autoritratto a metà tra ragione ed istinto, tra rigore e libertà in un fluire di emozioni che si irradiano da un repertorio il cui unico desiderio resta quello di comunicare. In questo scorrere di energie ed idee, di volta in volta, il nucleo della formazione si apre a nuovi ospiti e diverse collaborazioni; tutto questo fa del progetto.originals un’ esperienza unica nel panorama jazzistico europeo. Il repertorio e formato da composizioni originali dei componenti del gruppo senza disdegnare ricerche sonore di composizioni di autori contemporanei. I quattro musicisti insieme collaborano con grande energia e con rilassamento e creatività alla progressione sonora, armonica e ritmica del concerto in una sorta di quadro a volte naif a volte impressionistico o estemporaneo.

 

 

 

 

12/12- ore 21.30 Villa Magnolia (Tresana)

MAISLINDOS TRIO presenta “Un omaggio alla Musica Brasiliana”

Francesco Schettino voce e giocattoli percussivi
Ermes Pirlo fisarmonica, melodica, tamborin
Marco Zanardelli chitarra e cori

 

Il trio propone un viaggio attraverso le sonorità ora lunari ed introspettive, ora più sanguigne ed energiche, ora più malinconiche e suadenti della Musica Popolare Brasiliana, proiettando lo spettatore in una dimensione “magica”.

Per far questo i MAISLINDOS forti delle magiche sinergie sonore create da due strumenti come la chitarra e la fisarmonica, hanno scelto quelle che considerano alcune delle più belle ed emblematiche pagine del repertorio di musica brasiliana scritte da Maestri del calibro di A. C. Jobim, C. Veloso, G. Gil, C. B. De Hollanda e le hanno quindi riadattate alla loro particolare formazione.

 

 

13/12 – ore 21.30 Centro Arti Plastiche (Carrara)

LUCIANA ELIZONDO MAX DE ALOE DUO presenta “A BLIND DATE il folle incontro tra la viola da gamba e l’armonica”

Luciana Elizondo viola da gamba e canto

Max De Aloe armonica cromatica e fisarmonica

 

Sulla carta sarà un incontro folle, nemmeno ipotizzabile dai più conservatori della musica, quello tra la viola da gamba e l’armonica cromatica. Un vero appuntamento al buio.

E’ probabile che la viola da gamba, strumento antico nato sul finire del XV secolo e generalmente usato alla corte di principi e re o nei salotti aristocratici del periodo, non abbia mai incontrato l’armonica, considerato invece lo strumento più popolare che ci sia.

“La voce umana”, questo è il nome con cui da sempre è chiamata la viola da gamba con il suo suono profondo e vellutato, mentre l’armonica si accontenta dalla sua nascita dell’appellativo di “il violino dei poveri”. Il nobile e il popolare s’incontrano.

Un incontro architettato da due musicisti curiosi e soprattutto grandi interpreti dei loro strumenti. Da una parte la violista argentina Luciana Elizondo che, pur essendo attiva nella musica antica non disdegna incursioni nella musica popolare del ‘900, soprattutto della propria cultura latino americana. Dall’altra Max De Aloe, tra i più attivi armonicisti jazz della scena jazz europea, ma anche noto da sempre per voglia di sperimentare e aprirsi a mondi musicali diversi.

Il repertorio del duo spazierà infatti dalla musica antica al jazz, dalla musica popolare ai brani originali scritti dai due interpreti.

Luciana Elizondo ha anche recuperato l’antica tradizione rinascimentale di cantare suonando la viola da gamba, eseguendo anche musiche del folklore latinoamericano.

 

14/12– ore 21.30 Biblioteca Civica (Aulla)

LUKAS ORAVEC ITALIAN QUARTET

Lukas Oravec tromba e filicorno

Daniele Gorgone piano

Marco Piccirillo contrabbasso

Pasquale Fiore batteria

 

Lukas Oravec trombettista di origine slovacca con il suo quartetto italiano propone un repertorio di composizioni originali dal suono graffiante e granitico. Sonorità american mainstream anni 2000 con frequenti cambi di metro e scomposizioni ritmiche che esaltano lo spettatore e la perizia del quartetto.

Non mancano al sound del gruppo elaborati arrangiamenti di grandi standard della tradizione jazzistica unite a coinvolgenti ballad dei più grandi autori della musica afroamericana per eccellenza.

Un quartetto che colpisce per affiatamento, grande senso dell’interplay con improvvisazioni complesse e allo stesso tempo coinvolgenti ed emozionanti.

 

Pubblicato: 02 dicembre 2019