I diritti degli studenti con disabilità

Si legge da diversi giorni della giusta e civile protesta del nostro territorio contro il taglio delle classi e dei docenti che, senza un criterio di equità e dopo ben altri intendimenti della Ministra all’Istruzione, subirebbe la nostra Provincia.

Per impedire che questo accada si sono aperti tavoli di discussione e sono nati in modo spontaneo comitati civici, è di stamani un’analisi letta sulla stampa locale che, dopo avere descritto il quadro negativo che si andrebbe a creare, esprime questa considerazione : ‘’ non vogliamo pensare cosa accadrebbe agli studenti meno abili ’’.

Credo valga la pena ribadire alcuni principi.

Non è più immaginabile ritenere di prendere decisioni, esprimere pareri o ipotesi che interessano la qualità della vita delle persone con disabilità senza interpellare i diretti interessati, i loro familiari e le Associazioni che li rappresentano. Questo per il rispetto, almeno, del diritto di opinione, all’Istruzione e alla partecipazione ( rispettivamente articoli 21 – 24 – 30 della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità divenuta nel 2009 Legge dello Stato Italiano). Ho di proposito scritto almeno di questi diritti, altri se ne potrebbero elencare.

“Niente su NOI senza di NOI” chiedono le persone con disabilità e quindi anche gli studenti disabili, , non è più accettabile che qualcuno – ad ogni livello – ( anche se ben intenzionato ) decida, programmi, elabori proposte o soluzioni senza verificare la partecipazione dei disabili alle questioni che riguardano la loro vita.

E’ bene ricordare quanto rilevato dalle Associazioni Nazionali FISH e FAND all’indomani dell’insediamento del Comitato di consulenti esterni voluto dal MIUR per affrontare la problematica scolastica, un organismo privo di persone con disabilità e di figure con approfondita conoscenza della problematica.

Ma cosi – purtroppo – avviene anche sul territorio, si indicono Tavoli ( con o senza le Istituzioni) senza coinvolgere le persone con disabilità. Questo è molto grave perché i disabili chiedono di partecipare per essere considerati ‘’ alla pari ‘’ senza favori ma anche senza subire palesi dimenticanze ( chiedere alla famiglie il sovraccarico di lavoro sopportato per tutto il lockdown ).

Qualche sociologo ipotizza che usciremo più buoni da questa grave emergenza , chissà, intanto adoperiamoci per un maggior rispetto dei diritti, non è poco.

Pierangelo Tozzi

Presidente Consulta Provinciale Disabilità

Pubblicato: 03 giugno 2020