A 100 anni dal terremoto della Lunigiana e della Garfagnana

Era il 7 settembre 1920, poco prima delle 8, per la precisione, come rilevano i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, le 7,55 e 40 secondi, quando una violentissima scossa di terremoto, di magnitudo 6,48, con epicentro a Vigneta, nel comune di Fivizzano, sconvolse la Lunigiana e la Garfagnana.

In totale i morti ufficialmente  furono 171 (88 nella nostra provincia) e i feriti 650 (421 a Massa-Carrara): 45 morti e 300 feriti solo nel Comune di Fivizzano. Furono 350 complessivamente le località della nostra provincia interessate dal sisma e almeno 100 subirono crolli o e gravi lesioni.

Due i fattori che contribuirono a limitare il bilancio delle vittime: il giorno prima c’era stata una violenta scossa per cui molti avevano deciso di rimanere all’aperto. Inoltre considerate le principali attività economiche (agricoltura e pastorizia) a quell’ora molti, per lavorare, erano già fuori dalle loro case, dove restarorno, invece, soprattutto donne e bambini, che furono le principali vittime.

Sul nostro sito a questo  link è disponibile la pagina che ricorda quell’evento con i dati principali e la cartina delle molte scosse registrate nel territorio nello stesso giorno e in quelli seguenti

Terremoti storici precedenti: a questo link è disponibile una scheda sulla sismicità storica della Lunigiana e della Grafagnana prima del 7 settembre 1920

Nella colonna a destra pubblichiamo una ricostruzione storica più approfondita del terremoto del 1920 (dal sito della Protezione civile nazionale)

È online, sul sito del Dipartimento di protezione civile,  il volume “Il Terremoto della Garfagnana – 7 settembre 1920” che ripercorre, a un secolo di distanza, la storia, le forze coinvolte, le attività dei soccorritori e le misure adottate per superare l’emergenza. Fare memoria storica vuol dire fare cultura di protezione civile. Sfoglia il libro

Eventi

Il 12 settembre 2020 a Sassalbo, nel Comune di Fivizzano è in programma l’evento “A 10 anni dal terremoto”: nella colonna di destra è disponibile il programma

Pubblicato: 04 settembre 2020Ultima modifica: 07 settembre 2020