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Memorie d’archivio. La “patente” di povero

Certificato di povertà: quanti sanno che esisteva anche questo. Serviva ad attestare che Tizio Caio apparteneva “alla classe dei nullatenenti o poveri”: non bastava l’appartenenza di fatto, occorreva quella di diritto che sicuramente avrebbe costituito una aggravante nella domanda di risarcimento dei danni di guerra.

Emergono anche queste “pagine” dall’archivio storico della Provincia di Massa-Carrara, una memoria “polverosa” che sta riemergendo grazie ad un progetto finanziato dalla Regione Toscana ed è pronto a raccontarci la storia “ordinaria” quella meno conosciuta, ma pur sempre patrimonio di memoria.

Iniziamo questo viaggio con un contributo dell’archivista provinciale Marina Carbone che da tempo ha iniziato a “spolverare” questi ricordi.

 

Né mobilio, né stoviglie né materazzi, senza indumenti né calzature.

La serie Commissione provinciale danni di guerra dell’Archivio storico provinciale di Massa-Carrara

A cura di Marina Carbone - Archivista

Non possedere più “mobilio, stoviglie e materazzi”, avere 6 figli “senza indumenti né calzature”, tornare dalla prigionia e ritrovarsi in “miserrime condizioni”, esser costretti a presentare un Certificato di povertà perché la propria miseria sia ufficialmente riconosciuta e il sussidio concesso.

In molti hanno già dimenticato cosa vuol dire guerra e cosa vuol dire libertà. Sarà che per noi archivisti e storici 68 anni sono come uno svolazzo sulla carta, rispetto alle centinaia e migliaia di anni che i documenti, di qualunque forma siano, testimoniano.

L’Archivio storico della Provincia di Massa-Carrara oggi ci ricorda chi siamo stati.

La serie della Commissione per la precedenza nella liquidazione dei danni di guerra, da troppo tempo abbandonata, oggi riscoperta grazie al lavoro di recupero dell’archivio provinciale condotto dall’archivista Marina Carbone e da un progetto Archiweb finanziato dalla Regione Toscana, raccoglie migliaia di domande di cittadini apuani che nel 1946, 1947 e 1948 hanno chiesto aiuto per  ottenere un risarcimento per i danni di guerra.

Le loro storie, simili e diverse, raccontano di prigionia, di rastrellamenti, di malattie e disoccupazione, di dispersi e di caduti in guerra ma soprattutto di miseria.

Nata nel febbraio del 1946 su provvedimento della Prefettura (n. 814 del 4-2-1946), la Commissione suddetta ebbe sede presso l’Amministrazione provinciale. Riporta la Relazione sull’attività della Deputazione provinciale edita nel 1951: “ne presero parte le Associazioni combattentistiche, le Associazioni dei mutilati, dei Partigiani, della Camera confederale del lavoro, dei Liberi Sindacati, della Curia Vescovile e della Deputazione provinciale”. Sempre la relazione precisa che fu una legge statale del 1940 ad istituire il risarcimento per i danni di guerra. Ma nel 1946 le domande presentate all’Intendenza di Finanza [oggi Agenzia delle Entrate, ndr] erano oltre 40 mila su una popolazione che sorpassava di poco le 200 mila unità. Il disagio e la sofferenza erano tali che la popolazione, priva del necessario per vestirsi e dormire, arrivò ad assalire gli Uffici preposti dell’Intendenza di Finanza. La Commissione così istituita cercò di esaminare e accelerare le pratiche dal 1946 fino al 1948, quando cessava la propria attività perché “risolti i compiti demandatile”.

I documenti nuovamente portati alla luce dell’Archivio storico provinciale, tra non molto consultabili dagli utenti, sono oggi ricchi di informazioni storiche, sociali e familiari, utili a ricostruire ulteriormente la storia del territorio apuano e delle singole famiglie e storie personali in un momento così critico mai troppo lontano per essere dimenticato


data di creazione: 02/05/2018
data di modifica: 02/05/2018
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