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Castelli della provincia
©Daniele Canali - Archivio ABC
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Castello di Malnido -sec XIII-XIV-(Villafranca Lunigiana)| 14-Castello-di-Malnido_Vill.jpg
I duri bombardamenti cui fu sottoposta Villafranca, sede di fabbriche di armamenti, durante l’ultimo conflitto mondiale, colpirono pesantemente anche il malaspiniano castello di Malnido, per secoli uno dei più temibili e importanti castelli della casata. Sorto sopra di uno sperone erratico a piombo sul Magra, quasi a fronteggiare visivamente Mulazzo, capitale di quegli “dello spino secco”, Malnido -il nome è un programma- viene consacrato da un diploma di Federico Barbarossa del 1164 che concede ad Obizzo I Malaspina l’investitura di “castrum et curia Malnidi”. Da questi discende Corrado: “La fama che la vostra casa onora/ grida i segnori e grida la contrada/ si che ne sa chi non vi fu ancora./ E io vi giuro, s’io di sopra vada,/ che vostra gente onrata non si sfregia/ del pregio della borsa e della spada/”. Le parole sono dell’Alighieri, purgatorio, canto ottavo, versi 124-129. Sul pregio della borsa i dubbi oggi sono maggiori. Contesa dai Campofregoso, riottenuta col sangue dai Malaspina, Malnido diviene rocca e residenza. Fosse solo in onore al Sommo, che vi calcò le suole e forse anche la penna della Divina, un ardito tentativo di donargli antico splendore sarebbe doveroso.
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