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Impianti per la gestione di rifiuti urbani
Il presidente Angeli interviene per precisare situazione e ruolo della Provincia. Richiamo al comune senso di responsabilitÓ


I recenti interventi apparsi sulla cronaca locale rispetto alla gestione del ciclo dei rifiuti urbani nell’impianto CERMEC, unitamente alle criticità impiantistiche degli ultimi giorni, rendono necessarie alcune precisazioni rispetto alle situazioni e al ruolo della Provincia, insieme ad un richiamo ad un comune senso di responsabilità che tutti,  istituzioni e non,  devono sempre garantire e perseguire.

 

Come è noto le competenze della Provincia  riguardano la sfera della pianificazione degli impianti, la programmazione dei flussi nell’ambito dell’ATO rifiuti, il rilascio delle autorizzazioni e il controllo ambientale di quanto autorizzato.

 

La Pianificazione vigente prevede la cosiddetta “chiusura” del ciclo dei rifiuti urbani, nella stabilizzazione della frazione umida nell’impianto CERMEC e nella realizzazione dell’impianto di bricchettaggio per la produzione di CDR Q, dalla frazione secca nell’impianto Erre Erre; un impianto che è, formalmente, entrato in esercizio a luglio 2010 a seguito dei collaudi prodotti dall’azienda e che oggi, purtroppo,  è oggetto di sequestro giudiziario. Possiamo quindi sostenere che la pianificazione provinciale che prevede la chiusura del ciclo  dei  rifiuti  per la nostra Provincia attraverso l’impianto CERMEC e Erre Erre sia formalmente avvenuta a quella data (Luglio 2010) e che, conseguentemente, la mancata operatività del piano provinciale sia da ricondursi esclusivamente ad aspetti gestionali degli impianti che non attengono né agli iter autorizzativi, né alla carenza impiantistica

 

Per la nuova pianificazione di ambito interprovinciale, oggi in corso di definizione, la Provincia non solo ha confermato il ruolo strategico del complesso integrato di gestione del ciclo dei rifiuti costituito da CERMEC – ERRE ERRE, ma ha anche ribadito il ruolo fondamentale di CERMEC nell’ambito sovra-provinciale, quale unico impianto in grado di garantire la stabilizzazione della frazione umida e, quindi, quale struttura da valorizzare, senza se e senza ma, perché in grado di garantire al sistema di tutto l’ATO Toscana Costa, il rispetto dei limiti di legge per i RUB (rifiuti urbani biodegradabili).

 

Ma mi preme anche sottolineare come, per giungere al superamento delle situazioni di criticità legate al fermo dell’impianto ERRE ERRE, sia  stata accordata deroga, all’autorizzazione integrata ambientale a suo tempo rilasciata, per il conferimento in discarica della frazione di rifiuto destinata all’impianto di produzione di CDR Q e, nello stesso tempo, sia stata data tempestiva attuazione alla richiesta di Cermec sul fabbisogno da loro stimato per il conferimento in discarica fino al superamento delle suddette criticità; tutto ciò sottoscrivendo, il  23 Marzo scorso, con le Province dell’Ato Toscana Costa,  un accordo aggiuntivo sui flussi che prevede la possibilità di conferire fino al 30/09/2011, 13.500 tonnellate all’impianto di Peccioli e 13.500 tonnellate all’impianto di REA a Livorno, unitamente a 13.000 tonnellate che sono invece destinate al recupero nell’impianto di termovalorizzazione di Livorno.

 

La settimana scorsa un impegno di non minore intensità c’è stato anche verso la Provincia di Pisa per mediare le posizioni tra CERMEC e la Provincia  stessa,  rispetto ad uno stop ai conferimenti per questioni economiche; un impegno che ha determinato l’immediato sblocco della situazione. E l’emergenza che si è determinata per la raccolta degli RSU non può certamente essere imputata a questo stop momentaneo.

 

Oggi, con la criticità ambientale in fase di recesso intendo, quindi, confermare la posizione della Provincia sulla nuova pianificazione e sull’importante ruolo che CERMEC e l’impianto di CDR Q possono avere nel completamento del ciclo dei rifiuti dell’ATO Toscana Costa.

 

Nel fare questo non posso anche non considerare la volontà espressa, da almeno un paio d’anni, dal Consiglio Provinciale sulla necessità di uscire dall’amministrazione del CERMEC, per questioni di mera opportunità rispetto alle competenze autorizzative sugli impianti che sono in capo alla Provincia.

 

Ma se questa opportunità, in questa fase, può essere letta quale volontà di disimpegno da parte della Provincia, dico subito che non sono disposto ad accettare strumentalizzazioni di nessun tipo e di nessuna provenienza, ribadendo che siamo, invece, disponibili a rivedere queste posizioni, rendendoci  quindi, altrettanto disponibili a fare la nostra parte anche per il  rilancio del CERMEC basato su un piano industriale concreto e credibile anche per la sua sostenibilità futura, a condizione che tutti i soggetti assumano in tempi rapidi le loro responsabilità compreso l’azienda CERMEC e i suoi lavoratori.

 

Su questo, anche per verificare le nostre ipotesi di pianificazione, è mia ferma intenzione, convocare, a breve, un incontro tra tutte le amministrazioni comunali della nostra Provincia, finalizzato a fare il punto sulle reali volontà di tutti gli attori interessati  rispetto alla nuova programmazione del  ciclo dei rifiuti della Provincia all’interno della più vasta pianificazione di area.

 

 
Ulteriori informazioni:
Data venerdý 13 maggio 2011
Autore Ufficio Stampa Provincia di Massa-Carrara
uffstampa@provincia.ms.it

data di creazione: 17/05/2011
data di modifica: 31/01/2013
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