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Piano regolatore del Porto
Il tavolo istituzionale scrive al sottosegretario Letta e ai ministri Pecoraro Scanio, Bersani e Di Pietro
 
Un intervento istituzionale sul tema del piano regolatore del porto di Marina di Carrara: a chiederlo attraverso una lettera già inviata a Roma ed indirizzata al sottosegretario alla presidenza del consiglio, Enrico Letta, ed ai ministri per l’ambiente, Alfonso Pecoraio Scanio, per lo sviluppo economico, Pierluigi Bersani, e per le infrastrutture, Antonio Di Pietro,  è stato il tavolo istituzionale della Provincia di Massa-Carrara.
 
Un intervento che potrà essere ancora più esplicito con un incontro tra i vertici romani, le istituzioni locali e la Regione Toscana, alla quale è stata girata la lettera, come sottolineano i sei firmatari della missiva (il presidente Angeli per la Provincia, i sindaci di Massa,Carrara e Montignoso, Neri, Conti e Binaglia, il presidente della Comunità Montana della Lunigiana, Rossetti, ed il presidente della Camera di Commercio, Ricci).
 
Nel testo il tavolo istituzionale ripercorre per sommi capi l’iter di approvazione del piano, bloccato con una pronuncia negativa del ministero dell’ambiente nel dicembre 2002, nocendo in modo “evidente sia all’economia portuale di Marina di Carrara e del relativo e consistente indotto, sia alla possibile e definitiva stabilizzazione produttiva dei Nuovi Cantieri Apuana”.
Nella lettera  viene ricordato l’impegno del Governo contenuto in un comunicato dell’allora sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri nell’aprile 2004 in sede di vertenza NCA “ad accelerare le procedure per l’approvazione del Piano anche ai fini di consentire una maggiore  capacità produttiva ed una maggiore efficienza del cantiere”.
 
La realizzazione del piano risulta fondamentale, si sostiene nella missiva “per una corretta e funzionale politica di diversificazione ed ampliamento degli attuali traffici portuali che risultano ad oggi compressi in spazi logistici promiscui ad altre attività e, perciò, non più sufficienti e che se non troveranno, entro un ragionevole ma breve tempo, una risposta concreta, non potranno che regredire verso dimensioni e capacità di assoluto minor cabotaggio; fatto questo che apparirebbe ancora più paradossale se confrontato, sia con lo sviluppo delle consistenti attività di export dell’azienda “Nuovo Pignone”, da anni presente sul territorio ed oggi in fase di espansione delle proprie attività, sia in termini più generali con il recente inserimento del Porto di Marina di Carrara nel “Masterplan” delle Autostrade del Mare italiane.
 
Un piano che, continua la lettera del tavolo istituzionale, risulterebbe anche coerente con l’attuale ripresa produttiva dei Nuovi Cantieri Apuania che abbisognano, infatti, di nuovi e più qualificati spazi; spazi che però risultano direttamente connessi all’iter di approvazione del “Nuovo Piano Regolatore Portuale”, iter che, rimane ad oggi un problema irrisolto, dato questo che potrebbe, in sintesi, rischiare di vanificare il grande lavoro ed impegno – anche profuso a livello governativo – per la risoluzione dell’intera vertenza N.C.A.”
 
Un momento di chiarezza sul tema viene infine richiesto dal Tavolo “in previsione degli ingenti investimenti che le istituzioni locali si stanno apprestando ad attuare sul versante delle opere di difesa dell’arenile della zona Apuana; opere per diverse decine di Milioni di Euro che dovrebbero, definitivamente, porre rimedio ai fenomeni erosivi della nostra linea di costa e che, allo stato attuale, risultano compatibili con la previsioni del Piano a suo tempo sottoposto al Ministero dell’Ambiente per le necessarie valutazioni di legge e dallo stesso Ministero, sostanzialmente non condiviso”.
In questa prospettiva, dichiara in chiusura della lettera il Tavolo istituzionale “evidentemente ed allorquando vi fosse una sostanziale revisione del suddetto Piano (che, ricordiamo, riguarda anche la creazione di un porto turistico, integrato nell’ampliamento dello scalo commerciale ed in una fascia di sostanziale “salvaguardia” per i fenomeni erosivi) si determinerebbe una proporzionale ripercussione anche sugli attuali strumenti di difesa dell’arenile oggi, per altro, in fase di progettazione esecutiva”.
 
Ulteriori informazioni:
Data mercoledì 2 agosto 2006
Fonte Ufficio Stampa Provincia di Massa
uffstampa@provincia.ms.it

data di creazione: 02/08/2006
data di modifica: 04/02/2010
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