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Dispersione scolastica e successo formativo
Dati e risposte dal seminario promosso dalla Provincia
 
Come arginare il fenomeno della dispersione scolastica da un lato e promuovere il successo formativo dall’altro: le risposte ed una strada comune sulla quale muoversi le hanno cercate, all’istituto alberghiero di Marina di Massa amministratori, esperti ed operatori nel corso di un seminario di due giorni  promosso dalla Provincia di Massa-Carrara.
 
L’obiettivo di riferimento è quel 10% per cento di dispersione entro il 2010 fissato dalla conferenza di Lisbona 2000: dire che siamo ancora lontani, pensandola dato italiano (20,06 nel 2006) è fin troppo facile, anche se quello toscano (14,7) non è poi così distante rispetto ad una media europea del 14,9.
Dispersione non significa solo  abbandono ma anche irregolarità nella frequenza, ritardi rispetto al percorso formativo, ripetenza: “un problema – ha dichiarato l’assessore provinciale all’istruzione, Raffaele Parrini che è un po’ il nodo chiave del nostro sistema formativo. In questi due giorni  abbiamo inteso mettere a confronto esperienze e modelli di intervento efficaci che, adattati al nostro territorio, possono essere messi in pratica nella nostra realtà scolastica e formativa, consentendoci di dare una risposta al forte richiamo ad un sistema inclusivo che non perda per strada neanche uno e consenta alla totalità dei giovani di accedere al sapere e alla conoscenza”.
 
Due sembrano quindi gli aspetti sui quali insistere  nel solco della prevenzione. Da una parte una azione di orientamento efficace che permetta di portare avanti un percorso di accompagnamento dei ragazzi lungo il loro tracciato esistenziale e formativo che coinvolga soprattutto le famiglie a partire dalla scuola media inferiore e costantemente negli anni seguenti. Dall’altra una forte azione di potenziamento delle competenze di base considerando che circa il 40 % degli studenti avanza nella propria carriera con uno o più debiti formativi nelle discipline di base, soprattutto matematica e italiano.
Nel corso delle due giornate è stato costituito un gruppo di lavoro con il compito di tracciare linee guida di riferimento nella progettazione e messa in atto di interventi dedicati alla prevenzione della dispersione scolastica e alla promozione del successo formativo
 
Di emergenza educativa ha parlato Mariangela Bastico, viceministro alla Pubblica istruzione: “Sono i dati Ocse a dircelo – ha detto – e un’emergenza si può affrontare con interventi di carattere strutturale di medio-lungo periodo che permetta di realizzare una scuola di qualità che non lasci indietro nessuno. Pensare ad una riforma complessiva avrebbe richiesto tempi lunghissimi, che non ci potevamo permettere, ed abbiamo preferito intervenire sfruttando i diversi strumenti che avevamo a disposizione”.
Alcune delle risposte sono state l’innalzamento dell’obbligo formativo, la reintroduzione del tempo pieno, l’elevazione dei livelli di apprendimento e l’intervento sui debiti formativi “che non è stato un investimento sugli esami di riparazione – ha detto la Bastico -ma un investimento sull’apprendimento”.
L’obbligo formativo è al centro dell’attenzione a livello regionale e locale visto che i progetti si stanno avviando proprio in questi giorni: “Abbiamo pensato a questo obbligo – ha precisato l’assessore regionale Gianfranco Simoncini come obbligo scolastico da portre avanti  con le scuole e con le province. Siamo lavorando inoltre ad un progetto che preveda un terzo anno, quindi oltre l’obbligo dei 16 anni, fortemente professionalizzante che possa permettere uno sbocco in uscita che consenta, eventualmente, il rientro nel percorso formativo tradizionale.
 
Ma quali sono i dati sulla dispersione nella nostra provincia. Vediamoli così come emergono dall’osservatorio scolastico provinciale (dati disponibili: 2006).
 
Abbandoni
Se nella scuola media inferiore il dato (0,47%) si attesta su quello nazionale (0,50%), leggermente più alto  è quello delle superiori: 4, 2 rispetto al 3,7 nazionale.
 
Non ammessi
Sono migliori le percentuali dei non ammessi, quelli che una volta chiamavamo bocciati: alle medie è del 2,39% (dato nazionale 2,7), mentre alle superiori è del 12,12% (Italia 13,8). Curiosa è la forbice degli insuccessi se guardiamo al tipo di istruzione: si va dal 20,79 % dei professionali al 6,47 dei licei.
 
Ammessi con debito
Se guardiamo i dati di chi viene ammesso all’anno successivo i numeri salgono con decisione: 36.47%, leggermente superiore al dato nazionale (36,3): in questo caso si va dal 43,05% dell’istruzione tecnica al 31,7 dei licei.
 
Ma il fenomeno può essere analizzato nel suo  insieme e valutato se si assemblano i dati dei non ammessi, degli ammessi con debito e dei ritirati: la percentuale complessiva si è attestata al 46,40 % decisamente migliore rispetto al 53,8 nazionale, ma che comunque fa riflettere se si pensa che quasi la metà degli studenti delle scuole medie superiori incontra una uqlche difficoltà lungo il percorso formativo.
 
Ulteriori informazioni:
Data martedì 22 gennaio 2008
Fonte Ufficio Stampa Provincia di Massa
uffstampa@provincia.ms.it

data di creazione: 23/01/2008
data di modifica: 29/06/2012
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