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Mercato del Lavoro: presentato il rapporto sui dati 2011
Cala l’occupazione, sale la disoccupazione. Crescono le imprese. Diminuite le ore di cassa integrazione. Timori dell’assessore Parrini per il futuro dei servizi


Cala il tasso di occupazione, sale la disoccupazione: è il segno del morso della crisi che stringe. Sono calate le ore di cassa integrazione salariale mentre sono positivi il tasso di crescita delle imprese ed il saldo tra avviamenti e cessazioni dal lavoro. Questo è quello che emerge in estrema sintesi dal rapporto sul mercato del lavoro 2011 della Provincia di Massa-Carrara, curato dall’osservatorio provinciale.

“Il rapporto 2011 conferma una forte preoccupazione rispetto al mercato del lavoro ed è comunque in linea con il dato della forte crisi locale e mondiale – ha dichiarato presentando i dati Raffaele Parrini, assessore provinciale alle politiche del lavoro. Il mercato del lavoro locale è lo specchio fedele dell’andamento dell’economia che fa registrare un crollo della domanda di lavoro a cui fa da contraltare un aumento dell’offerta della manodopera. È il segno di una profonda fase di stagnazione economica che continua ramai dal 2008 ed ha raggiunto il picco più alto proprio nel 2011.

Un tiepido segnale positivo – ha aggiunto Parrini – è quello che ci viene dal mondo delle imprese che fanno registrare un saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni con un tasso di crescita dell’1,3%. C’è da chiarire che si tratta soprattutto di piccola e media impresa. Ci sembra comunque di poter cogliere in questo un segnale che il territorio è pronto a ripartire a fronte di una ripresa economica generale.

C’è comunque bisogno di una forte politica di crescita a sostegno delle imprese che ci permetta un recupero in un settore vitale per la nostra economia locale quale l’industria manifatturiera”.

La flessione del tasso di occupazione ha attestato il valore percentuale di occupati al 58% (la base di rilevazione è la popolazione attiva). Il calo si deve in gran parte alla forte riduzione maschile (passato dal 69 al 65,1%). In calo anche quella femminile, con un differenziale rispetto a quella maschile di 15 punti (50,1%).

Sale la disoccupazione che  raggiunge l’11,7% ed è frutto di un forte aumento di quella femminile (dall’11,1% al 14,2%). Nella fascia di età tra i 15 ed i 24 anni un giovane su tre è senza lavoro (34,5%, percentuale che sale al 41,4% per le donne).

Al 31 dicembre 2011 la quota di iscritti al Centro per l’impiego era 29.942 (in maggioranza donne 56%) con un incremento del 13,9% rispetto all’anno precedente.

Presenta un segno più il saldo tra avviamenti al lavoro (23.083) e cessazioni (21.287), con un lieve aumento delle prime (+0,13%) rispetto al 2010 e un sensibile calo delle seconde (-7,1%). La maggioranza delle assunzioni ha riguardato le donne (54%) come pure i licenziamenti (52%).

L’andamento mensile dimostra ancora la “stagionalità” del lavoro con una forte concentrazione di avviamenti nel periodo estivo (soprattutto giugno) e di cessazioni nel mese di settembre. Prevale decisamente il contratto a tempo determinato (63,6%) rispetto a quello indeterminato (22,8%).

Sono diminuite del 14% le ore di integrazione salariale autorizzate nel 2011 (dato assoluto 2 milioni 124 mila 959), con una sensibile differenziazione rispetto alla tipologia: significativa la diminuzione della cassa integrazione straordinaria  mentre è salito il ricorso alla Cig in deroga e a quella ordinaria.

Nel 2011 sono stati 243 i lavoratori in nero rilevati: sono il frutto di 1.138 ispezioni effettuate dalla Direzione provinciale del lavoro, nel corso delle quali sono emersi 507 illeciti (44,5%).

La presentazione si è conclusa con una forte preoccupazione lanciata dall’assessore rispetto al riordino delle province: “Temiamo – ha concluso Parrini - per il futuro dei servizi del Centro per l’impiego che, proprio per il cammino intrapreso sulla strada della qualità, riteniamo non possano esistere senza un elemento di legame al territorio. Centralizzare porta a dubitare che si potrà tenere conto un domani dei bisogni del territorio.

Viene avanti anche un’ipotesi nelle ultime ore che vorrebbe assegnare la materia delle politiche del lavoro ai comuni e questo secondo noi potrebbe essere un elemento di forte criticità. Proprio l’esperienza di questi anni ci insegna, invece, che per non diminuire la qualità dei servizi c’è comunque bisogno di un ente intermedio che li gestisca”.

 
Ulteriori informazioni:
Data venerdì 27 luglio 2012
Autore Ufficio Stampa

data di creazione: 27/07/2012
data di modifica: 27/07/2012
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